A partire da una prospettiva intersezionale capace di dare evidenza a soggettività invisibilizzate, il seminario ha voluto riflettere e proporre un confronto sui vissuti delle donne senza dimora e le violenze da loro conosciute e subite. Dopo un’introduzione teorica del concetto di intersezionalità a cura della prof.ssa Recchia Luciani (Università degli Studi di Bari Aldo Moro), la dott.ssa Mriam Pasqui (Casa dei diritti – Comune di Milano) ha messo in azione il concetto evidenziando le discriminazioni vissute dalle donne senza dimora e tratteggiando possibili strategie e interventi utili a superare la costruzione e organizzazione al maschile dei servizi. La dott.ssa Cortese (Fio.PSD – Federazione Italiana Organismi per le Persone Senza Dimora) ha poi fornito un quadro dettagliato delle donne senza dimora, evidenziando lo stretto intreccio tra violenza e condizione homeless, nonché i processi della loro invisibilizzazione.
La seconda parte del seminario è stata dedicata alla presentazione di alcune buone pratiche: la dott.ssa Fulvia Vannolli (Binario 95) ha illustrato l’esperienza di casa Sabotino di Roma di cui è coordinatrice, mentre la dott.ssa Chiara Rosa (Centro antiviolenza CHIAMA chiAMA – MondoDonna Onlus) ha presentato i progetti e le pratiche per il contrasto alla grave emarginazione adulta sperimentate dal centro antiviolenza.
L’introduzione del seminario è stata a cura della prof.ssa Marina Calloni (Università degli Studi Milano – Bicocca) e le conclusioni della Prof.ssa Giorgia Serughetti (Università degli Studi Milano – Bicocca).
Organizzazione: dott.ssa Anna Gadda, dottoranda in Gender studies.
Le slide degli interventi:
Caterina Cortese (Fio.PSD), Donne senza dimora: invisbilità e violenza subita
Fulvia Vannolli (Binario 95, Roma) La casa di accoglienza Sabotino, per donne di B95
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